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NORMA CEI 60335-2-27/A1

Il CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano ha adottato la norma 60335-2-27/A1 relativa alla sicurezza degli apparecchi per il trattamento della pelle con raggi ultravioletti ed infrarossi per uso domestico e similare, recependo senza modifiche il testo elaborato dal CENELEC su mandato della Commissione Europea.
Tale norma, già in vigore,  contiene precise indicazioni per i costruttori di apparecchiature, tra le quali alcune riguardano specificatamente i limiti di utilizzo da comunicare agli acquirenti delle lampade e che i Centri sono, quindi, tenute a rispettare.
Si tratta, in particolare, del divieto di utilizzo delle apparecchiature UV da parte dei seguenti soggetti:

  • persone che non abbiano compiuto i 18 anni
  • persone che soffrono di scottature solari
  • persone che non riescono ad abbronzarsi oppure che non possono abbronzarsi senza scottarsi quando si espongono al sole
  • persone che si scottano con facilità quando si espongono al sole
  • persone che hanno predisposizione alle lentiggini
  • persone che hanno più di 20 nei di qualsiasi dimensione sul corpo
  • persone che presentano nei atipici (si definiscono nei anticipi quelli asimmetrici con diametro superiore a 5 mm con pigmentazione e bordi irregolari; in caso di dubbio consultare il medico)
  • persone che soffrono o che hanno sofferto in precedenza di tumore alla pelle o che sono ad esso predisposte
  • persone con una storia familiare di melanoma

La norma indica, inoltre, che le esposizioni non devono superare la dose minima eritemica (MED) personale e che, nel caso in cui compaia un eritema (arrossamento della pelle) dopo ore da una qualsiasi esposizione, dovrebbero essere evitate ulteriori esposizioni per una settimana e poi il programma di esposizione andrebbe ripreso dalla fase iniziale. Gli apparecchi UV non devono essere usati senza il parere del medico se ci sono effetti imprevisti, quali il prurito, entro le 48 ore dalla prima sessione.
A fronte dell’attenzione dedicata all’argomento a livello europeo, si raccomanda ai soggetti in indirizzo di veicolare in modo capillare le informazioni di cui sopra a centri estetici e solarium, ribadendo l’obbligatorietà della presenza dell’estetista in qualunque struttura metta a disposizione lampade UV.

 

Al fine, inoltre, di favorire una corretta informazione della clientela, si trasmette in allegato un facsimile di cartello da diffondere ai Centri associati, che si suggerisce di esporre in prossimità delle apparecchiature abbronzanti.
Si raccomanda infine, in caso di acquisto di lampade UV usate, di richiedere la conformità di tali  apparecchiature alle modifiche di cui alla norma citata (CEI EN 60335-2-27/A1).


  Sicurezza ed igiene nei centri estetici decreto legge 81/2008

La sterilizzazione degli strumenti è un’attività obbligatoria per legge, che richiede semplici e facili passaggi, oggi un centro estetico che intende qualificare la propria attività deve avere l’autoclave.
I rischi di infezione all’interno di centri estetici sono molteplici ed evidenti, gli operatori più a rischio sono le stesse estetiste che quotidianamente eseguono trattamenti di manicure e pedicure. Statisticamente più del 3% della popolazione italiana è ammalata di epatite C, ciò significa che su 30 persone che entrano in un centro estetico almeno una ( statisticamente) ha l’epatite C. A maggior ragione si impone un sistema di sterilizzazione sicuro e certificato in grado di mettere al riparo dalle infezioni tutti i soggetti che entrano nell’istituto.

Cosa dice la legge.

Il nuovo testo unico sulla sicurezza sul lavoro (D.lgs 81-2008) impone severe misure di prevenzione contro ogni rischio relativo alla sicurezza, in particolare obbliga tutti gli operatori (quindi anche gli istituti di estetica) a redigere un documento sulla valutazione dei rischi che deve contenere:
a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività’ lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;
b) l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati.
c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza.
All’estetista suggeriamo di scrivere le procedure di sterilizzazione utilizzate nel proprio istituto e tenerle a disposizione per eventuali controlli.

La mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi può causare la sospensione dell’attività da parte degli organi di vigilanza (NAS – ASL ) art 4 D.LGS 81-2008.
La legge impone anche di rispettare il
PRINCIPIO DI FATTIBILITA’ TECNOLOGICA
“Le misure di prevenzione e protezione devono essere periodicamente aggiornate allo stato della scienza e della tecnica più evolute”.

Ciò significa che per sterilizzare occorre dotarsi dell’apparecchiatura tecnologicamente e scientificamente più avanzata, non c’è dubbio che questa apparecchiatura oggi sia L’AUTOCLAVE.

PROCEDURE DI STERILIZZAZIONE
Per effettuare una corretta sterilizzazione occorre rispettare poche, ma precise procedure. Soltanto una corretta applicazione di tutti i passaggi obbligatori garantisce la certezza del risultato.
LA DISINFEZIONE
La disinfezione è la prima fase del ciclo di sterilizzazione. La disinfezione ha una doppia valenza: una di tipo biologico, in quanto serve ad abbattere la carica batterica portando gli strumenti a livello di sicurezza; il secondo aspetto, di tipo normativo, fa espresso riferimento al ex DLGS 626/94 sulla tutela della salute del lavoratore.
LA DETERSIONE
Nel caso in cui sullo strumento fossero depositati residui di sangue o avesse particolari evidenze di contaminazioni è necessario sottoporlo ad una detersione in ultrasuoni.
ASCIUGATURA
L’asciugatura degli strumenti può essere eseguita manualmente con adeguati dispositivi di protezione (guanti) per evitare tagli o punture. Lo strumento è ancora potenzialmente contaminato, pertanto è necessaria la massima attenzione. La mancata asciugatura degli strumenti prima dell’imbustatura può creare:

A) Corrosione degli strumenti
B) Ossidazione degli strumenti
C) Formazione di macchie biancastre
D) Disturbo al ciclo di sterilizzazione

CONFEZIONAMENTO
Il confezionamento permette di conservare sterili gli strumenti per 30 giorni, si possono utilizzare comode buste autosigillanti. Dopo avere imbustato gli strumenti le buste devono essere messe in autoclave.
STERILIZZAZIONE CON L’AUTOCLAVE
L’AUTOCLAVE è semplice e facile da utilizzare, assicura al 100% la completa sterilizzazione degli strumenti. Perché sterilizzare con l’autoclave?:
• è obbligatorio sterilizzare con l’apparecchiatura scientificamente e tecnicamente più evoluta
• esprime professionalità
• fidelizza i propri clienti
• fa vendere di più
• rappresenta il futuro di ogni centro estetico

L’autoclave di classe S , oltre a sterilizzare strumenti imbustati, è dotata di una stampante integrata che da immediata visione dell’avvenuta sterilizzazione. Lo scontrino emesso dalla stampante ha valenza di prova giuridica in caso di contenzioso, infatti l’estetista DEVE sempre essere in grado di dimostrare di avere sterilizzato gli strumenti.
Auspichiamo che tutte le estetiste prendano maggiore coscienza dei rischi di infezione presenti all’interno dell’istituto e che non sottovalutino questo aspetto della loro professione. Oggi un’estetista è un imprenditore che deve lavorare per la propria azienda sviluppandone l’attività, è necessario guardare al futuro con lungimiranza cercando di cogliere le maggiori soddisfazioni possibili, ed è per questo motivo che nel futuro di ogni istituto non potrà mancare l’autoclave